Fiammetta

Q&A with Artists



Fiammetta Poidomani è una performer, cantante e cantautrice nata nell’estremo sud della Sicilia. Cresce in un ambiente familiare molto stimolante: inizia a cantare e suonare la chitarra molto presto, esibendosi in duo con la sorella e scrivendo canzoni insieme la madre,con la quale ha un legame speciale.
Studia chitarra classica per alcuni anni e frequenta corsi di canto ma ha anche una forte passione per il teatro, che la spinge a frequentare l’Accademia di Teatro Musicale di Catania: questo le permette di sviluppare anche abilità recitative, dando più energia al suo stile canoro.
Diverse influenze contribuiscono a sviluppare il suo stile:, dalla musica rock al folk fino alla cultura tradizionale. La sua musica è spesso legata alla protesta e alla giustizia sociale. La sua voce viene spesso accompagnata dalla sua chitarra e da altri strumenti a corda come il bouzouki irlandese o l’arpa celtica. La sua voce le permette di esplorare diversi stili e ciò che le piace di più è proprio mescolare e sperimentare varie possibilità e generi differenti.
I messaggi che la sua musica cerca di trasmettere sono spesso legati a questioni sociali come la ribellione contro ogni tipo di abuso, ma le sue canzoni si sviluppano anche in una sfera più intima e personale.
Nel 2010, con la sorella Serena ha ottenuto il primo premio al Concorso Nazionale “Musica Controcorrente” di Roma, ricevendo un ottimo riscontro per il loro brano inedito “La Cartomante” ricco di sonorità rinascimentali. Dopo questa esperienza, Fiammetta ha continuato a sviluppare la propria carriera, esibendosi dal vivo in molti importanti festival internazionali e manifestazioni culturali in Italia e all’estero. Nel 2013 si è esibita al ” Festival Celtico della Valle d’Aosta” con l’arpista Fabio Rizza, riproponendo un repertorio tradizionale celtico, impreziosito da nuovi arrangiamenti. Nel 2019, in occasione del festival Tragedie Classiche del Teatro Greco di Siracusa, viene ingaggiata nella tragedia Le Troiane di Euripide, diretta dalla regista e attrice francese Muriel Mayette-Holtz. Da quel momento collabora con il compositore Cyril Giroux, sperimentando nuove sonorità per le sue composizioni. Nel 2021 ha firmato con Rehegoo Music per la distribuzione della sua canzone Canto per Tiresia e attualmente sta lavorando a nuove canzoni da pubblicare.
Come descriveresti il tuo stile?
Al momento sono ancora alla ricerca del mio stile personale: sto continuando a sperimentare. Mi piace andare contro le regole, affrontare diversi tipi di generi, cercando sempre di esprimere la mia personalità, senza conformarmi agli altri.
Perché fai quello che fai?
Cantare è semplicemente necessario. Al giorno d’oggi siamo abituati a considerare la musica come un semplice intrattenimento, la ascoltiamo ogni minuto, l’abbiamo sempre intorno a noi, in tv, nei negozi, non ci facciamo nemmeno caso… quindi penso che in qualche modo abbiamo perso il senso più autentico di essa. In alcune culture la musica ha un potere curativo, è usata per curare l’anima e porta con sé il potere di una preghiera religiosa. Questo è il senso più significativo che do alla musica e al canto.
Ambizione o talento: cosa conta di più per te?
Il talento viene prima di tutto. Una certa quantità di ambizione è necessaria per avere successo, ma dovrebbe venire naturalmente una volta che ci si rende conto di avere talento.
Cosa ti ispira a creare musica?
La vita, gli esseri umani, le questioni sociali e politiche, i miti, la letteratura, la poesia.
Come hai trovato il processo di scouting di Rehegoo?
Benissimo. È un piacere lavorare con questo team: la mia referente italiana di Rehegoo, Veronica, è una persona molto disponibile e gentile.
Come ti sei sentito quando hai firmato il contratto con Rehegoo?
Era un momento importante, una nuova fase della mia carriera, ed ero molto felice. Rehegoo è senza dubbio una buona opportunità per chi desidera lavorare con la musica.
Qual è il più grande risultato della tua carriera finora?
Come cantante, è sicuramente la prima pubblicazione del mio singolo “Canto per Tiresia” con Rehegoo Music nel febbraio 2021. Sono particolarmente affezionata a questa canzone, ma pensavo che non avesse molte possibilità di essere pubblicata, perché non era affatto commerciale. Ma il team di Rehegoo è composto da musicisti molto professionali e sono molto felice che abbiano espresso il loro interesse verso la mia musica! È stata una grande soddisfazione.
Qual è stato l’ostacolo più grande?
Ho sempre trovato difficile conformarmi agli “standard” dei nostri tempi, per esempio essere in qualche modo costretta ad adattare la mia musica a “ciò che piace alla gente” per renderla più vendibile. La maggior parte dei produttori musicali la pensa così, una canzone deve essere commerciale se vuoi che abbia successo. Ma secondo me questo non è vero: una canzone deve essere sincera, questo la renderà degna di nota.
Qual è il migliore e il peggiore concerto che hai fatto?
Il migliore è stato al teatro greco di Siracusa in Sicilia, davanti a 5000 persone in occasione della Giornata del Rifugiato nel 2019. È stata un’esperienza incredibile, l’energia che si sentiva là sotto era incredibile.
Non ricordo davvero concerti peggiori…ho sempre cercato di prendere il buono di ogni esperienza che ho fatto!
Qual è il tuo peggior e miglior momento vissuto con i tuoi fan?
Come ogni artista, anch’io ho un lato narcisistico e mi piace ricevere complimenti dai fan. Ma sono una persona abbastanza riservata e a volte può essere imbarazzante: a volte quando sono circondata da troppe persone temo di non sapere cosa dire o cosa fare. Sul palco invece è tutta un’altra cosa, sono sempre a mio agio!
Apprezzo molto quei momenti in cui qualche fan mi dice qualcosa di speciale, con il cuore, da cui posso capire che li ho davvero toccati con la mia voce, quello è assolutamente il momento migliore. Il nostro lavoro non avrebbe senso senza le persone che ci sostengono.
Qual è la tua canzone preferita?
“Canto per Tiresia”. È dedicata ad Andrea Camilleri, un famoso scrittore siciliano che è stato anche un importante simbolo di identità culturale in Sicilia. Questa canzone mi piace anche perché è il risultato di un lavoro di squadra: mia madre Chet Cavalieri ha scritto inizialmente una poesia e io ho adattato il testo alla musica, composta dal compositore francese Cyril Giroux.

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