Gaia Jones

Q&A with Artists



Gaia Jones è una cantante americana originaria di Tallahassee, in Florida. La sua musica si fonde tra la sua anima gitana e il suo spirito country, creando un connubio di sonorità uniche.

Come descriveresti il tuo stile?
La mia musica è il mezzo principale che utilizzo per dare voce alla mia anima gitana e ribelle che si ispira alle sonorità del country.

Perché fai quello che fai?
La musica è il modo in cui mi connetto con il mondo che mi circonda raccontando storie delle persone che ho incontrato lungo il mio cammino. La mia musica è lo strumento principale che utilizzo per condividere le mie esperienze e il mio spirito nomade che mi ha portato a conoscere tante persone e a visitare luoghi diversi.

Ambizione o talento: cosa conta di più per te?
Entrambi gli elementi sono importanti. Mi piace pensare a questi due termini in maniera spirituale: vedo il talento come l’espressione creativa che attinge dall’energia emotiva quanto divina femminile mentre l’ambizione è un tipo di energia che considero più pragmatica e quindi maschile. Sono due entità che insieme si completano e che devono coesistere per far sì che ogni artista possa realizzare i propri sogni.

Cosa ti ispira a creare musica?
La vita mi ispira. Ci sono storie da raccontare, cuori da collegare e anime da muovere. Quello che tiene insieme tutto questo, per me, si chiama musica.

Come hai trovato il processo di scouting di Rehegoo?
Sono rimasta piacevolmente sorpresa quando sono stata contattata dal team di selezione talenti. All’inizio mi sembrava troppo bello per essere vero! Ma anche se sembrava troppo bello per essere vero, è stato onestamente un processo fluido e mi è stato sempre dato il supporto di cui avevo bisogno.

Come ti sei sentita quando hai firmato il contratto con Rehegoo?
Un po’ nervosa all’inizio. È come mandare il proprio figlio all’asilo nido o lasciarlo per la prima volta con una babysitter. La mia musica è speciale per me e considero ogni mia creazione come qualcosa che mi appartiene, come se fosse un figlio, quindi è spesso difficile lasciare che qualcun altro entri nel tuo mondo musicale. Ma per fortuna ho trovato delle bellissime persone, professionali e appassionate quanto me, che hanno subito colto il mio amore per la musica e il legame unico che ho con il mio progetto.

Qual è il più grande risultato della tua carriera finora?
Le amicizie che ho fatto. Ho incontrato persone meravigliose durante il mio cammino, con cui ho intessuto dei legami profondi che si basano sulla passione comune di creare musica. Ho avuto l’opportunità incredibile di lavorare con molti musicisti di talento e di questo sono molto grata. Ho collaborato con artisti che avevano alle spalle dischi di platino ed artisti dal genio musicale infinito. Il più grande risultato è sempre l’esperienza stessa che ogni artista acquisisce attraverso la musica.

Qual è stato il più grande ostacolo?
Il mio ego. Cerco di fare qualcosa di perfetto invece di lasciare che sia semplicemente quello che è, lasciando fluire il mio spirito creativo. Dovrei solo permettere alla musica di sfociare autentica senza lasciarmi coinvolgere da un’idea di perfezione inarrivabile.

Qual è il miglior e il peggior concerto che tu abbia mai suonato?
Il migliore e al contempo peggior concerto che ho fatto è stato quando ho dovuto suonare in cima a un ponte con davanti 30.000 persone. È stato un evento incredibilmente unico. Abbiamo dovuto essere controllati dall’FBI, caricare la nostra attrezzatura su furgoni e rimorchi, per poi essere scortati fino al centro del ponte verso le prime ore del mattino. Si gelava e io non sono una persona mattutina! Mentre il sole sorgeva sulle gelide acque del Cooper River, nella Carolina del Sud, abbiamo iniziato a suonare completamente circondati da una distesa di nebbia fitta. Abbiamo suonato su un rimorchio collegato una generatore elettrico sul retro di un pick up. Il nostro pubblico per le prime canzoni era costituito da camion dei pompieri e auto della polizia. Poco dopo però, diversi spettatori si sono avvicinati, una volta che l’area è stata parzialmente sgomberata. Per due ore ho avuto le mani gelate e le gambe tremanti ma nonostante questo abbiamo continuato a suonare. Alla fine è stata un’esperienza positiva! Quel giorno abbiamo suonato di fronte 30.000 persone in occasione di una maratona insieme ad altre dieci band e musicisti solisti. La nostra musica costituiva la colonna sonora di una delle più grandi competizioni podistiche di 5 km degli Stati Uniti. Sono davvero grata per questa esperienza.

Qual è il tuo momento migliore e peggiore che hai vissuto con i tuoi fan?
Per fortuna non ho vissuto nessun brutto momento.
Il momento migliore accade ogni volta che mi esibisco dal vivo e il pubblico canta, balla e sorride a ritmo con la mia musica.

Qual è la canzone preferita che hai scritto?
Quella che ancora non ho scritto! Mi innamoro di ogni nuovo progetto su cui mi metto al lavoro. Ogni canzone ha una storia alle spalle ed è nata da un intreccio di viaggi tutto suo.

Scopri di più su Gaia Jones:
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCaPV0rXPi0Zq4eGYPCF2IhQ
Instagram: https://www.instagram.com/iamgaiajones/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/377edmtF0YlNbb8OsjYW2l