Kaiser Architekt

Q&A with Artists



Kaiser Architekt è un progetto che prende il nome da un gruppo fittizio di spie ambientato ai tempi della guerra fredda, degli anni 60. La band è nata dalla mente creativa del suo fondatore, aka “The Kaiser” nel 2011: il concetto era semplice: cosa sarebbe successo se lo show televisivo “The Monkees” fosse stato ambientato nel mondo di “The Man from UNCLE”? I buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi e l’eroe ottiene sempre la ragazza. Abiti affilati e moda anni ’60 fusi con canzoni Pop-Rock up-tempo, con diverse influenze che vanno da Steve Reich e Bach, agli Yes, Peter Gabriel e Sting. Il loro primo album “Spies Like Me” è uscito nel 2013 e racconta la storia di una spia, il “Kaiser”, e la sua ricerca della misteriosa e bellissima femme fatale conosciuta come “Doctor 11”, che sta per conquistare il mondo. “Spycraft 101”, un EP di 4 canzoni, uscito nel 2015 ha portato avanti il tema dello spionaggio. Kaiser Architekt è una band che non esiste veramente. I suoi membri hanno nomi in codice e le loro vere identità non sono note. È un gioco di finzione, un’evasione musicale, ed è progettato per portare un sorriso ad ogni ascoltatore.
Tutte le canzoni di Kaiser Architekt sono scritte da The Kaiser, un polistrumentista, che ha iniziato a suonare e leggere la musica all’età di 3 anni. Avendo vinto una serie di borse di studio musicali, ha continuato a studiare musica classica all’università, specializzandosi come organista. È stato l’organo a canne che ha iniziato Kaiser all’amore per la musica di J.S. Bach, ma è stata la sua introduzione alla musica di Steve Reich che ha davvero fatto nascere il sound del suo futuro progetto “Kaiser Architekt”.

Come descriveresti il tuo stile?
Kaiser Architekt è basato sullo stile Pop-Rock, nato con l’intenzione di far dimenticare alla gente la vita di tutti i giorni, “catapultandola” in un mondo fantastico di eroi e cattivi. La musica è prevalentemente basata su pattern, in cui ogni pattern ritmico si aggancia e lavora con tutti gli altri, come gli ingranaggi di un orologio svizzero. Usiamo molti pianoforti come parte della sezione ritmica (la maggior parte delle nostre canzoni hanno da 3 a 8 linee di piano distinte) e abbiamo molti elementi orchestrali nelle nostre canzoni, sia strutturalmente che strumentalmente. Sapevo com’era la struttura di un’orchestra sinfonica molto prima di sapere quali elementi compongono un gruppo rock, quindi fondamentalmente scrivo musica per un gran numero di strumenti, piuttosto che per soli 5 o più musicisti individuali. Tutti i nostri mix sono complessi. Tendo a scrivere musica “orizzontalmente”, con l’interazione dei vari pattern che dettano le progressioni degli accordi. Di solito inizia con un pattern ripetuto di 1 o 2 battute – spesso al piano. Metto in loop questo pattern e ci metto sopra gli altri armonizzanti. È come assemblare un orologio svizzero, aggiungendo un ingranaggio dopo l’altro, tutti sincronizzati tra loro. Una volta che i pattern di pianoforte sono al loro posto, aggiungo le parti di chitarra usando lo stesso principio e lascio che la canzone si evolva da lì. È una sfida per chiunque mixi la nostra musica e dobbiamo usare molte tracce di accompagnamento se suoniamo dal vivo.

Perché fate quello che fate?
Si tratta di evasione e divertimento. La musica mi fa sentire bene, e spero che ci siano persone là fuori che si sentano allo stesso modo quando ascoltano la nostra musica. Quando fai finta di essere una spia, non puoi davvero prenderti troppo sul serio! In una certa misura è anche una questione di immagine: essere in grado di indicare ciò che abbiamo fatto in modo sempre autentico ed esserne fieri. Ho scritto e suonato musica per tutta la mia vita e per molto tempo non ho avuto nulla di fisico che lo provasse. È una bella sensazione sapere che la tua musica è disponibile per le persone di tutto il mondo!

Ambizione o talento: cosa conta di più per te?
Il talento è più importante. Mettere insieme una musica che pensi abbia valore, suonare con altri musicisti di talento, fare cose che le altre band non fanno – sia dal punto di vista dei testi, dei temi o degli strumenti, trovare un “suono” che renda la tua musica diversa, portare una canzone da un’idea iniziale a un pezzo finito. È lì che si trova la soddisfazione del lavoro finale. Ovviamente, sarebbe bello che la musica vendesse bene, ma è più importante che io sia contento di ogni canzone e che ogni uscita mostri una sorta di crescita.

Cosa ti ispira a creare musica?
Ogni nostra uscita, sia il nostro album di debutto che i nostri vari EP, racconta una storia. “Spies like me” e “Spycraft 101” sono storie di fantasia. Quando stavo mettendo insieme la musica per il primo album “Spies like me”, mi è capitato di fare qualche allenamento pesante con un certo numero di membri attuali ed ex-membri della comunità dei servizi segreti e alcuni ragazzi che lavorano nelle forze speciali. Si tratta di gente piuttosto seria, che non si incontra tutti i giorni. Comunque, l’addestramento era reale, ma la situazione mi ha ispirato ad assecondare i miei sogni d’infanzia di essere un agente segreto, e a tornare a scrivere musica, cosa che non facevo da diversi anni.
Gli EP “Pilgrim” e “Pilgrim II” sono diversi. Le 6 canzoni di “Pilgrim” raccontano la storia dei miei genitori, che sono morti entrambi di cancro a 7 settimane l’uno dall’altro nell’estate del 2018. Raccontano storie che ho sentito da bambino, sulla loro vita in gioventù, sul loro primo appuntamento, quel genere di cose. Sono stati insieme per più di 50 anni, così, quando abbiamo seppellito mia madre il giorno del compleanno di mio padre, lui ha detto che era il modo di mia madre di chiamarlo a casa. In questo senso, a differenza delle altre nostre canzoni, Pilgrim è veramente personale, ed è per questo che ha un’atmosfera inconfondibilmente irlandese. Parla d’amore, di vita e di confrontarsi con la mortalità. Ma è sicuramente più una festa che un funerale, perché le canzoni si concentrano su diverse immagini di speranza e positività. Voglio sempre che l’ascoltatore si senta positivo.
La nostra ultima uscita, “Pilgrim II” è invece composto da 5 pezzi puramente strumentali. Le canzoni sono vagamente basate su vecchie reel tradizionali irlandesi. Come nel primo EP “Pilgrim”, abbiamo coinvolto Martin Nolan, un suonatore tradizionale di Uilleann pipes, per suonare la parte delle pipe, come aveva fatto nel primo EP Pilgrim, il che dà un autentico suono irlandese. “Pilgrim II” è più una colonna sonora strumentale della mia infanzia, trascorsa ascoltando vari stili musicali: dalle sinfonie classiche alla tradizione irlandese che non era mai lontana – la musica che potevi sentire mentre passavi nei vecchi pub di Dublino. Quindi, l’ispirazione per quello che scrivo viene da qualsiasi storia io voglia raccontare.

Come hai trovato il processo di scouting di Rehegoo?
Inizialmente abbiamo ricevuto una mail di punto in bianco da un talent scout di Rehegoo che diceva che gli piaceva una nostra canzone in particolare, e poi ci chiedeva se saremmo stati interessati ad ad entrare a far parte dell’etichetta. Ci piaceva quello che dicevano riguardo al fatto di far arrivare la nostra musica ad un pubblico più ampio, in tutto il mondo. I ragazzi di Rehegoo sono davvero disponibili e amichevoli, il che rende le cose più facili.

Come vi siete sentiti quando avete firmato il contratto con Rehegoo?
C’è una sorta di nervosismo e trepidazione che accompagna la firma di qualsiasi tipo di contratto, mescolata con una certa quantità di orgoglio per il fatto che qualcuno abbia ascoltato la tua musica e ha pensato che avesse un qualche valore. Non è la stessa cosa di quando tua madre ti dice che la tua canzone è buona! L’idea che la gente in qualsiasi parte del mondo possa ascoltare la tua musica è sicuramente una sensazione eccitante.

Qual è il più grande risultato della tua carriera raggiunto finora?
A volte sono le cose semplici che acquisiscono il significato più grande! Qualche mese fa è arrivato un messaggio sulla nostra pagina Facebook da un ragazzo di Aurora, Illinois, che diceva che gli piaceva molto “Worlds Apart” dal nostro EP “Spycraft 101”, gli piaceva molto il nostro sound e diceva che eravamo la sua nuova band preferita. Questo genere di cose hanno un valore inestimabile per me. La nostra musica ha creato una connessione con qualcuno a migliaia di chilometri di distanza, ed è meraviglioso! Prima che firmassimo con Rehegoo, è difficile capire come quel ragazzo avrebbe mai potuto entrare in contatto con noi.

Qual è il migliore e il peggiore concerto che avete mai fatto?
Stranamente il nostro primo concerto è stato probabilmente il migliore. Il locale era pieno, il pubblico era fantastico, ed era la prima volta che salivo sul palco con Mr. Webb alla voce e Mr. Templar alla chitarra ritmica, da quando eravamo bambini, quindi c’era anche una componente emotiva. Con Mr. Smith alla chitarra solista e Mr. Lynch alla batteria, era davvero la mia formazione ideale. Suonare le mie canzoni sul palco con quei 4 ragazzi era una cosa davvero speciale per me.
Il nostro peggior concerto è stato probabilmente l’ultimo. L’impianto che avevamo per gestire le tastiere di accompagnamento e le tracce di sottofondo ha smesso di funzionare il pomeriggio del concerto, e poiché quelle parti sono parte integrante del concerto, non c’era modo di suonare senza di loro. Per fortuna Mr. Smith, il nostro chitarrista principale, è riuscito a trovare qualcuno all’ultimo minuto che ci prestasse un altro impianto per la serata. Era tutto un po’ in preda al panico. Poi, il suono che avevamo sul palco durante il soundcheck e quello durante il concerto vero e proprio erano completamente diversi. Quando le tue canzoni hanno un sacco di armonie strette, fai affidamento su un buon suono sul palco in modo da poterti sentire e fare emergere a pieno tutte le sfumature alle quali hai lavorato così tanto.

Qual è la vostra canzone preferita tra quelle che avete scritto?
È difficile scegliere una canzone, perché ogni canzone ha le sue associazioni e significa qualcosa di diverso per me. Se dovessi sceglierne una, sarebbe probabilmente “Kuryakin” dal nostro EP “Spycraft 101”, poiché è stata una delle prime due canzoni che ho scritto per il progetto Kaiser Architekt, (l’altra è “Playing with Dynamite” dell’album “Spies Like Me”). Mi piace la costruzione delle 3 chitarre armoniche all’inizio, i modelli multipli di piano e i ritmi incrociati nelle voci della strofa. In un certo senso è la canzone che ha definito come sarebbe stato il suono dei Kaiser Architekt.
La canzone di cui sono forse più orgoglioso è “The Providence” dal nostro ultimo EP, “Pilgrim II”.Scrivere una canzone che si ispira alle armonie di Bach, è stato divertente da fare, oltre ad essere stata una grande sfida. Sono proprio questi i momenti in cui vorrei che mio padre fosse ancora vivo per ascoltare la nostra musica.

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Kaiser Architekt:
Website: http://kaiserarchitekt.com/
Instagram: https://www.instagram.com/kaiserarchitekt/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/2GM8k3fG5Vi6tbDstjj1wW?si=df2b0BW0TZC46s2t14KQqw